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di Linda Giuliano – Gli Sherpas sono nuovamente sulla neve, o meglio sulla “polvere”, per dirla con i freeriders della montagna. “Into the mind” è in gara al Brescia Winter Filmfest, dal 5 dicembre 2013 al 5 gennaio 2014 ed è l’ultimo film della casa. Un eccellente prodotto di qualità, creatività e originalità, miscelate ad hoc con l’uso di riprese all’avanguardia, di graphic design e di uno scrupoloso sound-design.

Mai vista una “polvere” così. Il team di Sherpas Cinema, prende la neve da Bella Coola, dal Nepal , dal Canada,  dall’Alaska, dalla Bolivia, e perfino dalle grandi catene dell’Himalaya e ce la butta in faccia in alta definizione. E’ qualcosa di incredibilmente candido, leggero e dissolubile.

“Abbiamo provato a realizzare riprese che non siano mai state viste prima”, spiega Eric Crosland, co-direttore del film. Per la realizzazione sono stati utilizzati differenti supporti dalle gru Kessler al Cineflex.

Time-lapse mozzafiato, alta definizione e innovative tecniche di montaggio riscattano quella narratività non sempre chiara e difficile da seguire in alcuni passaggi, puntando maggiormente sulla prestazione atletica.

Diviso in capitoli, intervallati dalle immagini della recondita intimità di uno sciamano nepalese, il film zoomma sulla filosofia di vita dei freeskier, contornandolo di una spiritualità che si esperisce solo a contatto con una natura incontaminata, immensa e solitaria.

I nostri occhi rotolano giù dalle vette nepalesi, saltano sugli arredamenti urbani innevati del Canada  con JP Auclair, non si scollano dalle audaci performance degli atleti : Xavier de Le Rue, Kye Petersen, Jimmy Chin ,Renan Ozturk per dirne alcuni.

I paesaggi con cui gli atleti si confrontano sono disarmanti, la grandezza della natura sembra sempre pronta a divorare l’ingenua pretenziosità dell’uomo. Anche se velatamente viene sollevato il tema del riscaldamento globale, non sono mancate difficoltà di ripresa per alcune scene in cui gli sciatori fuggono abilmente dalle valanghe o ne vengono avidamente inghiottiti.Il titolo nasce sulla scorta di una massima buddista : “La mente è tutto. Divieni ciò che pensi “, un’appropriata intestazione se vista come anticipazione del ritratto del genere umano e delle sue scelte, rischiose e non, e di cosa spinge l’uomo a superare i suoi limiti e quelli della natura.